Figli

Figli del nostro tempo frivolo
e rincorso invano.
Figli di genitori infelici
nelle manie di controllo
per evitare il panico.
Figli di figli spreconi
di genitori infelici
nelle ossessioni del risparmio malato e dell’arido accumulo.
Figli dell’epoca delle maschere tristi
e degli show solitari che
devono continuare ad andare avanti,
con guanti monouso
e alcool inalato dai respiri autorizzati.
Figli di nessuno e non più figli di tutti.
Figli di genitori soli e
figli soli di genitori abbandonati a se stessi.
Solo figli, solo genitori,
soli, figli e genitori
nell’abbandono infinito.
Ė l’epoca egoista, arido tempo
per robot emotivi e
per esseri umani privi di umanità.
Tempo di Narciso, tempo diabolico, tempo di Icaro senza sogni e
di Caronte indaffarato.
Tempo di vuoto e di rumore,
di silenzi contaminati e
di voci infrante o inascoltate,
di volti non visti perché senza maschere e di volti celati e sfregiati da mascherine,
di mani pulite perché guantate e
di mani agguantate con la disperazione
di chi se ne va via per sempre,
senza poter salutare.
Tempo di peccati, di addii,
di dei maledetti e di Dio se c’è,
di preghiere per chi non c’è e
di perdono per chi si odia.
Di attesa per chi non sa (più) amare,
di riscatto per chi non vuole (più) amare,
di dolore per chi non può (più) amare.
Epoca di fine per chi sa morire.
Di inizio per chi sa sperare.
Solo quei pochi dovrebbero restare.
(Forse)

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